Tokyo, 19 - Nei giorni scorsi, in occasione della terza conferenza stampa in meno di due settimane per arginare la bufera richiami, il Presidente del Gruppo Toyota, Akio Toyoda, aveva delegato al responsabile delle operazioni americane della Casa, Yoshimi Inaba, il compito di testimoniare di fronte al Congresso USA (audizione alla Commissione della Camera il 24 febbraio a Washington). Ora, pressato dalle autorità statunitensi e direttamente dalla Casa Bianca (“Ci auguriamo che Toyota faccia il possibile per risolvere la pericolosa situazione”), il manager che dopo 14 anni ha riportato un membro della famiglia fondatrice ai vertici dell’azienda è costretto a una rapida retromarcia, anche alla luce dell’indagine ufficiale avviata dall’agenzia locale NHTSA sui possibili difetti al servosterzo di 500 mila Corolla distribuite in USA. “Ho ricevuto l’invito del Presidente della Commissione, Edolphus Towns, a testimoniare e ho accettato. È mio desiderio parlare direttamente con il Congresso e con il popolo americano. Fornirò spiegazioni sincere, con tutto il cuore. Voglio cooperare pienamente per identificare le cause dei problemi e per ripristinare la sicurezza e la fiducia dei clienti”. Negli States, Toyoda incontrerà anche il segretario ai Trasporti, Ray LaHood, e visiterà i dealer e gli stabilimenti del Gruppo. La situazione è davvero difficile. Toyota dovrà far fronte a numerose class action presentate negli USA (che potrebbero costarle fino a 3,6 miliardi di dollari di danni) relative ad incidenti occorsi ai proprietari dei veicoli coinvolti nei richiami (sia per il difetto al pedale dell’acceleratore sia per quello al sistema frenante sulle ibride). Nel frattempo, la Commissione di Supervisione della Camera USA ha ordinato la consegna di documenti confidenziali in possesso di un ex legale Toyota, Dimitrios Biller, che rivelerebbero come la Casa
di Nagoya abbia sistematicamente nascosto o distrutto le prove che hanno poi portato al maxi richiamo di quasi 9 milioni di veicoli. Per difendersi e soprattutto per arginare il crollo dell’immagine, Toyota si è rivolta ai clienti americani con una lettera aperta pubblicata sui maggiori quotidiani a firma di Jim Lents, Presidente di Toyota USA e intitolata “Il nostro impegno nei confronti dei consumatori”. “La storia insegna - recita
la missiva - che le grandi
società imparano dai loro errori. In casa Toyota, costruire auto sicure è quello che abbiamo fatto negli ultimi 50 anni e siamo impegnati a portare avanti questa tradizione per i prossimi decenni”. Secondo uno studio di Daiwa Institute of Research, infine, i problemi di Toyota avrebbero il potenziale di erodere la crescita nominale del Prodotto Interno Lordo giapponese di 0,12 punti, innescando un effetto domino dalle conseguenze imprevedibili. Autolink
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Tag: Retromarcia di Toyoda, Toyoda, Toyota, testimonierà al Congresso USA
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