Nagoya, 23 - Toyota è riuscita in gennaio a rimanere immune dai prevedibili effetti negativi dei richiami globali. Ma è probabile si tratti di un risultato effimero, considerando che il problema è deflagrato soltanto in queste ultime settimane. In ogni caso, nel primo mese 2010 la Casa nipponica ha immatricolato nel mondo 537.454 veicoli, il 15,3% in più rispetto a gennaio 2009. Nel dettaglio, Toyota ha guadagnato il 45,3% in patria a 121.043 unità e l’8,8% all’estero a 416.411 esemplari. Dal totale sono esclusi i dati riferiti alle sussidiarie Daihatsu e Hino. Per quanto riguarda la produzione, Toyota è cresciuta del 55,8% in gennaio a 643.925 vetture e comprendendo le affiliate il Gruppo ha registrato un incremento del 46,5% per un totale di 716.570 unità. Incassata la soddisfazione per le buone performance di vendita e di produzione di gennaio, la società di Nagoya deve però far fronte ad un clima sempre più pesante negli Stati Uniti a causa dei richiami, proprio nell’immediata vigilia dell’attesissima audizione al Congresso USA del Presidente Akio Toyoda. La Casa è infatti finita nel mirino anche della giustizia federale e della Sec, la consob americana. È stata citata in giudizio dal grand jury federale di New York con la richiesta di acquisizione dei documenti relativi ai difetti al pedale dell’acceleratore e al sistema frenante delle ibride. Toyota dovrà presentare analoghi documenti all’ufficio di Los Angeles della Sec. Ieri è inoltre emerso che l’azienda (in un rapporto interno di luglio 2009 del capo delle attività USA, Yoshimi Inaba) era a conoscenza delle accelerazioni improvvise su modelli come Camry e Lexus ES. In più, Toyota ha risparmiato 100 milioni di dollari per aver concordato con l’agenzia NHTSA il richiamo di “soltanto” 55 mila esemplari a settembre 2007 grazie alla chiusura dell’indagine. Autolink
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