Tokyo, 31 - Sarà una costante, o quasi, per tutte le principali Case auto giapponesi che hanno iniziato a divulgare i risultati finanziari del terzo trimestre fiscale e dei primi nove mesi. Il terribile sisma dello scorso 11 marzo, le inondazioni in Thailandia e l’eccessiva forza dello yen hanno penalizzato i conti del Gruppo Honda che da aprile a dicembre ha incassato una pesante flessione del 71,4% nell’utile netto a 139,89 miliardi di yen, circa 1,4 miliardi di Euro. I profitti operativi sono scesi del 77,2% a 119,39 miliardi di yen e il giro d’affari ha registrato un calo del 17,6% a 5.540 miliardi. Nel periodo in esame la società ha immatricolato 2,149 milioni di veicoli, circa 500 mila in meno. Le sole alluvioni thailandesi (la Casa conta di ripristinare le operazioni nell’impianto locale entro la fine di marzo) costeranno al Gruppo 110 miliardi di yen nell’utile operativo e la perdita di 260 mila veicoli. Per quanto riguarda il terzo trimestre finanziario (ottobre-dicembre), Honda harealizzato un utile netto di 47,66 miliardi di yen, il 41% in meno sull’analogo periodo dell’esercizio precedente, profitti operativi di 44,30 miliardi (-65%) e ricavi in flessione dell’8% a 1.943 miliardi anche a causa del decremento vendite a 830 mila esemplari. In base alle proiezioni, Honda prevede di chiudere l’intera annata fiscale (31 marzo) con un utile netto in calo del 60% a 215 miliardi di yen, con profitti operativi giù del 65% a 200 miliardi e con un fatturato di 7.850 miliardi, il 12% in meno (venderà 3,15 milioni di unità). Stime riviste decisamente al ribasso rispetto a quelle precedenti formulate lo scorso agosto. Al pari degli altri costruttori giapponesi, anche Honda ripone grande fiducia nell’andamento in patria nel prossimo anno fiscale grazie ai preannunciati nuovi sussidi garantiti dal Governo di Tokyo. Autolink
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